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Accade, dei luoghi, come delle persone, che taluni attraggano
vivissima la simpatia, prima ancora di spiegarcene le ragioni.
Così è di Magliano. Situato sul dorso di un poggio, là dove le
colline digradano al mare, dal suo primo mostrarsi tra il verde
pallido degli uliveti, esso impressiona gradevolmente, e la
sua bellezza acquista un elemento emotivo di più, apparendoci
improvvisa […] come un estremo saluto di questa terra selvaggia,
ed insieme come una silenziosa ed ardente preghiera di non
scordarla […].
(C.A. Nicolosi, 1911) |
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Magliano in Toscana è terra di Maremma: con i suoi poggi ridenti
che digradano lievi verso le piane assolate dell’Uccellina
e dell’Albegna, e la sua spaziosa vista sul mare e sull’Argentario.
La macchia mediterranea si alterna con armonia ai coltivi
ed ai pascoli. Il paese è suggestivo, cinto fra il verde argentato
degli olivi e le vecchie mura aldobrandesche (XI sec.).
Nel territorio sono state ritrovate numerose necropoli etrusche
(Poggio Volpaio, Poggio Bacchino, Le Mollaie, le Ficaie,
Santa Maria in Borraccia, il Pisciolo, San Bruzio e, più a nord,
Poggio Bestiale) riferibili dalla fine del VII secolo a. C. all’ultimo
quarto del VI.
Fu colonia romana (forse del 183 a. C.)
con il nome di Heba ( vi fu ritrovato un cippo in travertino
con l’iscrizione dedicatoria: genio coloniae Heba). È ricordata
da Tolomeo e da Plinio, che la cita come “oppidumâ€.
Nel Medioevo appartenne agli Aldobran–deschi e passò poi
sotto il dominio della Repubblica di Siena. Entrò a far parte
del Granducato di Toscana, come tutti gli altri territori maremmani,
dopo la sconfitta di Siena del 1555.
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Il centro storico |
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… Magliano è rimasto schiettamente quattrocentesco. I vicoli
stretti, tortuosi, soffocati, si mutano in vie relativamente ampie e ariose; nelle case spariscono
le torri e le poche strette
finestre cedono il posto alle
logge, ai terrazzi, ridenti e
fioriti, aperti ampi al sole ed
alla luce: tutto si distende,
si allarga, sente il bisogno
di stirarsi come chi a lungo
costretto in una abitudine
vigile e forzata, possa finalmente
riacquistare la libertÃ
delle membra. Per tutto si
diffonde una serena letizia, un desiderio di bellezza. Persino
le mura, necessità ancora imposta dalla turbolenza dei tempi,
trovano modo di ingentilirsi, abbassandosi, allentando la loro
stretta brutale, ornandosi di particolari inutili forse al loro compito
guerriero, ma consoni ai nuovi bisogni dello spirito. Si vede
insomma, e più ancora si sente, l’umanità uscita dal tenebroso
medio evo che reagisce e vuol godere di ritrovata giovinezza in
una esaltazione della vita e del bello, fanciullesca e pagana a un
tempo.
(C.A. Nicolosi, 1911) |
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La cinta muraria di Magliano, oggi in gran parte restaurata,
rappresenta una delle più interessanti e complete fortificazioni
medievali della Maremma. Le mura rivelano due diversi
tipi di architettura militare: la parte più antica aldobrandesca,
sul lato Sud-Est, con torri a pianta quadrata (la costruzione
fu terminata nel 1323); la parte senese, quattrocentesca sul
lato Ovest, con sei torri semicircolari e i baluardi, quasi tutti
provvisti di feritoie. Con l’attuale restauro è stato reso fruibile
parte del camminamento di ronda dal quale si domina il paesaggio
tipico della maremma fino al mare.
Lungo la via centrale si incontra il Palazzo dei Priori (1425)
ed il Palazzo di “Checco il Bello†anch’esso quattrocentesco,
mentre fuori dalle mura si trova la chiesa romanica della Annunziata,
sorta come oratorio della Madonna del Latte.
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Le Chiese |
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La Chiesa della SS Annunziata, sorta sui resti di un tempio
pagano, con facciata con copertura a capanna di stile romanico
e bel portale sormontato da un architrave di travertino,
ampliata nel XV secolo con l’aggiunta dell’abside, e dotata
di un piccolo campanile a vela. All’interno sono conservate
La Madonna che allatta il Bambino, una delle opere più belle
di Bartolomeo di Lando, detto il Neroccio (1447/1500), posta
sull’altar maggiore, e due tele che raffigurano il mistero
dell’Annunciazione. Le pareti sono decorate con affreschi di
scuola senese. Interessante anche il tabernacolo a base esagonale,
a forma di tempietto classico del XVI secolo.
La Chiesa di San Martino, di forme romaniche, eretta a partire
dall’anno 1000. Sulla facciata si aprono un portale decorato
negli stipiti da due draghi, uno dei quali cavalcato da una figura
umana, e una bifora con una colonna senza capitello. L’interno
è a croce latina e le pareti sono decorate con numerosi
affreschi di scuola senese (XV-XV secolo). Sul fianco esterno
destro, in conci di pietra, si apre un portale con scalinata composto
da due archi sovrapposti. Nella lunetta, appena visibili,
i resti di un affresco trecentesco, raffigurante la Madonna con
il Bambino ed i Santi Pietro e Paolo.
La chiesa di San Giovanni Battista, romanica con qualche elemento
gotico, ha un’elegante facciata rinascimentale. L’interno,
una singola navata, è caratterizzato da quattro archi a tutto
sesto, con affreschi di scuola senese raffiguranti San Rocco,
Sant’Antonio e la SS. Trinità , Santo Stefano, San Sebastiano e
San Francesco che riceve le stigmate del XIV secolo. Interessante
il fonte battesimale in travertino, con il fusto decorato
con motivi classici.
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San Bruzio, Montiano e Pereta |
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San Bruzio:
San Bruzio, poco distante da Magliano, si trovano i pittoreschi
ruderi di un edificio romanico-lombardo edificato dai
Camaldolesi intorno al Mille.
Nulla di più suggestivo e di più maremmano della gigantesca
rovina, perduta in mezzo alla campagna deserta. A tutta prima
la vastità silenziosa è tanta da annientare ogni cosa all’intorno;
ma poi man mano che si sale la mole grandeggia, quasi sorgesse
dal suolo al nostro avvicinarsi, e ben presto la maestà della pietra
nuda riempie di sé l’orizzonte ed il tempio diruto riprende
sul poggio tutto il suo impero d’antico signore.
(C.A. Niccolosi,
La montagna maremmana, 1911)
Montiano:
Montiano, selvaggio paese accovacciato sulla cima d’un colle…
(C.A. Niccolosi, 1911)
Il castello originario, Castrum Montianus, fu edificato dagli
Aldobrandeschi tra il 1000 ed il 1100. Nel 1238 i senesi assaltarono
il contado maremmano distruggendolo, insieme a
quelli di Collecchio, Pereta e Magliano. Nel 1303 Montiano
passò sotto il dominio della Repubblica di Siena a cui rimase
fino alla formazione del Granducato di Toscana.
Nel 1544 subì l’incursione dei turchi comandati da Ariadeno
13
Comune di
Magliano
in Toscana
Magliano, Piazza della Repubblica
San Bruzio
Pereta
Barbarossa che lasciò solo “fumo e cenere.â€
Il centro storico è costituito da due nuclei paralleli di edifici
racchiusi entro una cerchia di mura quattrocentesche in
gran parte inglobate nelle costruzioni che vi si sono sovrapposte
(rimangono una porta ad arco ribassato e alcune basi
dei torrioni circolari). Vi si affaccia la piccola chiesa di San
Giuseppe di origine cinquecentesca ed un cortile interno cui
si accede da un portone sormontato dallo stemma dei Medici.
Pereta:
Pereta è un caratteristico paesino di collina, immerso nel verde
caratterizzato da un’alta torre medievale.
Edificato dagli Aldobrandeschi tra il X e l’XI sec. Pereta divenne
un importante centro militare posto a guardia di un
passaggio stradale obbligato che collegava la costa con la
montagna.
Nel 1238 l’esercito senese pose d’assedio il castello – insieme a
quelli di Collecchio, Magliano e Montiano. Tra il 1290 e il 1295
il castello ospitò la contessa Margherita Aldobrandeschi e Nello
Pannocchieschi, per la loro breve e tragica storia d’amore.
Nel 1377 il feudo di Pereta fu posseduto dai “Papalini†che vi
mantenevano una grossa truppa di Brettoni. Divenne poi, nel
corso del XV secolo, possesso senese, sotto la cui dominazione
il centro urbano fu arricchito di nuovi edifici pubblici e privati,
le chiese abbellite d’opere d’arte e edificate nuove mura.
Il centro storico offre un interessante tessuto urbano che,
sviluppatosi tra il X e XV sec., ha mantenuto intatti quei caratteri
originali di borgo medievale fortificato. Il nucleo abitativo
più antico, edificato dagli Aldobrandeschi tra il X e il
XII sec., è ben visibile sulla parte alta del paese, racchiuso da
una serie di edifici affiancati sino a formare un recinto circolare
dove le pareti esterne ebbero funzione di mura difensive.
Vi si accede da una porta ad arco tondo, sormontato da uno
stemma con simbolo araldico, e mostra interessanti edifici con
facciata quattro-cinquecentesca e la poderosa torre dell’orologio
(XIV-XV sec.), alta 28 m., costruita in conci di pietra
locale. Della cinta muraria, ancora in buona parte conservata,
rimangono un grosso torrione rotondo con base a scarpa e
una torre quadrata.
Due le chiese del paese: la chiesa di San Giovanni Battista
(XIII sec.), con impianto originario di stile romanico, e quella
di Santa Maria (VX sec.), deliziosa per le sue pietre color di
ruggine, venate di rosso più vivo, per la modesta cornice a fogliami
che ne allieta la facciata e per l’originalità del suo basso
campanile pentagonale.
(C.A. Niccolosi, 1911).
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| Primizie di Vinellando: |
| Degustazione di vini, di
piatti tipici maremmani, visite guidate ai siti archeologici e nel
Parco della Maremma. |
| Periodo: Marzo |
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| Sagra gastronomica: |
| Sagra gastronomica in località Pereta. |
| Periodo: 25 Aprile |
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| Sagra delle Sagre: |
| In località Montiano. |
| Periodo: Maggio |
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| Sagra dell'acqua cotta: |
| In località Magliano. |
| Periodo: Agosto |
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| Sagra d'estate: |
| In località Montiano. |
| Periodo: fine Luglio/inizi Agosto |
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| Sagra del baccalà : |
| In località S. Andrea. |
| Periodo: Agosto |
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| Sagra del Lunghino: |
| In località Pereta. |
| Periodo: fine Luglio/inizi Agosto |
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| Manifestazione Vinellando: |
| Degustazione dei vini Morellino
di Scansano Doc, esposizione di prodotti tipici locali,
degustazioni guidate, intrattenimenti musicali. |
| Periodo: seconda quindicina di Agosto |
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