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Meta di molti visitatori è la Costa d’Argento, zona in cui si sviluppano i nostri itinerari. Cinque sono i comuni dove si svolgeranno gli itinerari pensati per coloro che desiderano conoscere questa terra profondamente.
Qui di seguito si presentano i luoghi di maggiore interesse turistico che si incontrano in essi, cominciando da Capalbio, e in successione Magliano in Toscana, Monte Argentario, Isola del Giglio e Orbetello.
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Spiagge:
Le spiagge più grandi e attrezzate con noleggio di ombrelloni e sdraio sono, nell’ordine di grandezza, Campese, Cannelle, Arenella e Caldane.
Tutte le spiagge sono di libero accesso senza l’obbligo di noleggiare le attrezzature e sono raggiungibili con l’automobile ad esclusione di Caldane dove si arriva via mare o per un comodo sentiero di circa 1 km.

Molte e stupende sono le spiaggette inferiori e le magnifiche cale raggiungibili tramite la sentieristica o solo via mare. Per chi non ha un’imbarcazione al seguito la può noleggiare sia al Porto che a Campese, oppure servirsi dei taxi-boat che in ogni momento della giornata saranno a vostra disposizione per raggiun­gere ogni meta a voi preferita sia per l’andata che per il ritorno.


Sentieri:
Sul territorio dell’Isola del Giglio è presente una fitta rete di sentieri che raggiungono ogni luogo anche il più lontano e fuo­ri mano. Anticamente queste vecchie mulattiere erano le uniche strade che i Gigliesi sia a piedi che a dorso di mulo usavano per spostarsi sull’isola e raggiungere i campi.

Una selezione di questi porta i turisti nei posti più belli dell’isola con camminate che non superano mai le quattro ore fra andata e ritorno con difficoltà mi­nime o medie. È facile unire fra loro anche i percorsi prendere diramazioni che ci portano in altri luoghi o prevedere un ritorno sfruttando il servizio di autobus di linea per ottimizzare gli sforzi. La sentieristica è curata pulita e resa sicura dai parecchi interventi che vengono fatti per rendere piacevole la scoperta dell’isola e dal territorio stesso.



 
   
 IMMERSIONI
 
   
  Impressionante è il numero di immersioni possibili intorno all’Iso­la in rapporto alla sua estensione; ogni tratto di mare in pratica offre opportunità per indimenticabili esplorazioni.
Sottocosta o sulle secche al largo, si incontra facilmente quasi ogni specie di pesce pelagico mediterraneo, e pesci di ogni tipo e taglia è del tutto usuale incontrare: Saraghi, Tanute, Dentici, Palamite, Ric­ciole, Tonni, Barracuda e Pesci Luna si lasciano avvicinare in una coloratissima scenografia naturale. Spugne, Tunicati, Parazoanti, Anemoni e Spirografi rivestono la roccia sottostante dando vita ad un laboratorio biologico naturale di estremo interesse.

Per chi ancora non avesse iniziato la pratica subacquea esiste la possibilità di praticare lo snorkeling, che sicuramente darà grandi soddisfa­zioni scoprendo sotto il pelo dell’acqua un mondo fantastico. Da non perdere invece, per i subacquei, la punta del Capel Rosso, del Fenaio, le Scole, la secca della Croce, il Corvo e la punta delle Secche, che sono solo alcune delle possibilità di immersione che ci offre l’Isola del Giglio. Soltanto mettendo la testa sotto l’acqua il visitatore potrà dire di aver conosciuto il vero fascino dell’Isola.



   
 
   MUSEI  
 
   
I musei della Costa d'Argento

MONTE ARGENTARIO

- Mostre permanenti della Fortezza Spagnola:
Memorie Sommerse e Maestri d’Ascia

- Acquario Mediterraneo della Costa d’Argento


ORBETELLO


- Museo Archeologico di Orbetello

- Mostra permanente del Frontone di Talamone

- Acquario della Laguna di Orbetello

- Museo della Cultura Contadina


La Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano ospita la docu­mentazione archeologica di provenienza sottomarina recupera­ta casualmente o attraverso scavi regolari nei fondali compresi fra la costa e le isole di Giglio e Giannutri; alla fauna marina e lagunare sono dedicati i due acquari di Porto Santo Stefano e di Talamone. Alle tradizioni della pesca sono dedicati spazi nella Fortezza Spagnola (sala dei Maestri d’Ascia) e nei due Acquari.
Un altro elemento di forza dell’offerta museale di questa zona è la componente archeologica, anche se attualmente non è anco­ra del tutto fruibile. Esterna al sistema dei Musei della Marem­ma è l’area archeologica dell’antica città di Cosa- Ansedonia con il suo museo, di proprietà e gestione statale.
Il secondo polo museale archeologico è poi quello orbetellano, dove sono visitabili il Museo Civico nella nuova sede della Polve­riera Guzman e la mostra permanente del Frontone di Talamone, uno dei monumenti etruschi più noti di questa parte dell’antica Etruria. Un museo di natura diversa, dedicato alla storia con­temporanea del territorio, è infine il Museo della Cultura Con­tadina di Albinia di recentissima realizzazione.

 
   
 
   PERCORSI ARCHEOLOGICI  
 
   
 

Tutta la zona della Costa d’Argento, già frequentata in età preisto­riche e protostoriche (come testimoniano numerosi ritrovamen­ti), fu colonizzata e popolata dagli Etruschi e, successivamente, conquistata dai Romani. Varie tombe e necropoli etrusche (visi­tabile quella del Cancellone) sono state rinvenute tra San Donato e Doganella, tra Magliano e la riva destra dell’Albegna. Le tombe (tra cui due dipinte con animali a colori vivaci) sono a camera, senza tumulo e databili tra la seconda metà del VI e la fine del VII sec. a. C.. Nella zona della Doganella sorgeva un grande abi­tato rurale (V sec. a. C.).
Anche Orbetello (come attestano i resti delle mura in grandi blocchi poligonali di arenaria del IV sec. a. C. e le tombe ritrovate in occa­sione della edificazione delle mura senesi) e Talamone (che sicura­mente aveva funzioni portuali) hanno origini etrusche. Nel III sec a. C., tutta l’area cadde sotto il dominio romano, come dimostrano la nascita delle città di Cosa (273 a.C.) e di Heba (quest’ultima, del II sec. a. C., si trovava in Loc. S. Andrea presso Magliano).

Cosa sorgeva in una posizione strategica ed era munita di mura im­ponenti edificate con grandi blocchi poligonali (i resti si sviluppano per 1500 metri con 17 torri quadrate e una tonda e una porta doppia – Porta Romana – con arco). Rimangono ruderi di edifici abitavi e civili: i resti della basilica aperta con un colonnato verso la piazza del foro (il cui ingresso segnalato da unarco, crollato, del 170 a.C.); l’Atrium, i resti di un tempio dedicato a Giove-Giunone-Minerva su basamento poligonale; la cisterna con quattro pilastri al cen­tro. Ai piedi della città si trovava il Porto Cosanus e, lì vicino, la Tagliata, un canale di drenaggio scavato nella roccia, per collegare il mare e con la laguna costiera (ma poteva essere chiuso per l’al­levamento del pesci).
In località Talamonaccio, vicino al luogo dove i Romani bloc­carono un’incursione dei Galli nel 225 a.C., fu ritrovato il fron­tone di un grande tempio, in materiale fittile, con rappresenta­te scene della guerra dei Sette contro Tebe (il mito di Edipo).

Nello stesso periodo l’Isola del Giglio (come attestano nume­rosi relitti marini e i ruderi dell’acquedotto romano) diventò un importante approdo negli itinerari mediterranei. In età im­periale, con l’estendersi del latifondo e del lavoro schiavistico, nacquero imponenti costruzioni produttive e residenziali in tutta la pianura lungo l’Aurelia (antica via consolare romana), la cui più bella e integra testimonianza è rappresentata dalla villa di Settefinestre, mentre l’Argentario, l’Isola del Giglio e Giannutri, offrirono residenza alla nobile famiglia romana dei Domizi Enobardi (da cui discendeva l’imperatore Nerone), come attestano i resti della ville di Santa Liberata, Giglio Campese e Giannutri. Di quest’ultima rimangono colonne con capitelli corinzi di marmo bianco, frammenti di lastre di porfido, serpentino, giallo antico e verde antico, pavimenti in mosaico, mattoni con sigle.

I QUATTRO ITINERARI:

Giro del Monte Argentario
zona: Costa d'Argento - difficoltà: Difficile - strada: Misto
lunghezza: 46,300 Km - dislivello: 450 m
ORBETELLO - PORTO ERCOLE - PUNTA AVVOL­TORE - STRADA PANORAMICA - CALA GRANDE - PORTO SANTO STEFANO - ORBETELLO

Itinerario molto spettacolare che va ad esplorare uno dei tratti di costa più belli dell'intero litorale Tirrenico. Da un punto di vista altimetrico richiede un certo impegno svilup­pandosi in continuo saliscendi se si escludono i primi 7 km e gli ultimi 10 km. Per quanto brevi, alcuni tratti sono in forte pendenza. Da segnalare un tratto di circa 3,5 km su fondo sterrato molto sconnesso che rende l'itinerario adatto solo a bici tuttoterreno o mountain bike. La quasi totale assenza di traffico tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano e lo straordi­nario ambiente naturale che offre sempre una vista sul mare fanno di questo itinerario una delle mete più interessanti per bikers e cicloescursionisti.




Il Giro della Laguna di Levante
zona: Costa d'Argento - difficoltà: Facile - strada: Misto
lunghezza: 25,000 Km - dislivello: 0 m
ORBETELLO - LOCALITÀ TERRAROSSA - TOMBO­LO DELLA FENIGLIA - ANSEDONIA (COSA) - VIA DI CAMERETTE - ORBETELLO SCALO - ORBETELLO

Itinerario adatto anche a famiglie con bambini. Motivi di in­teresse ambientale sono il Tombolo della Feniglia e la Laguna di Levante. Il tratto nel Tombolo della Feniglia è ideale da percorrere anche con bambini e si presta molto agli amanti del birdwatching. L'unica asperità è la salita (circa 2 km) sul promontorio di Ansedonia verso le roivine di Cosa. Volendo si può evitare questa deviazione rendendo l'itinerario pianeg­giante e accorciandolo di circa 4.2 km. Il tratto sul Tombolo che costeggia l'arenile lagunare presenta un fondo irregolare (radici e sabbia) ma facilmente pedalabile anche con una nor­male bici da turismo. In alternativa si può seguire lo stradone principale che attraversa la pineta fino alla sede del Corpo Forestale dello Stato.




La Bassa Valle dell'Albegna
zona: Costa d'Argento - difficoltà: Media - strada: Asfalto
lunghezza: 89,000 Km - dislivello: 550 m
ORBETELLO - STRADA DI CAMERETTE - ANSEDONIA (COSA) - OASI WWF LAGO DI BURANO - CHIARONE SCALO - GARAVICCHIO (GIARDINO DEI TAROCCHI) - BORGO CARIGE - CAPALBIO - MARSILIANA - MAGLIA­NO IN TOSCANA - LOCALITÀ LA PARRINA - QUAT­TROSTRADE - ORBETELLO SCALO - ORBETELLO

Itinerario scorrevole senza particolari dislivelli ma caratteriz­zato da un chilometraggio consistente. Ciclisti esperti e ben allenati possono scegliere questo itinerario per migliorare il fondo e pedalare in scioltezza. Da un punto di vista turisti­co si transita per luoghi di grande interesse come la Laguna di Orbetello, le rovine archeologiche di Cosa (Ansedonia), l'Oasi WWF di Burano, il Giardino dei Tarocchi e i borghi di Capalbio e Magliano in Toscana.




La costa, il Lago di Burano e la Pedemontana
zona: Costa d'Argento - difficoltà: Facile - strada: Asfalto
lunghezza: 35,100 Km - dislivello: 0 m

Itinerario alla portata di ciclisti senza specifico allenamento. Non si incontrano difficoltà altimetriche e si toccano due punti di interesse turistico: l'Oasi WWF di Burano e il Giardi­no dei Tarocchi. Punto debole dell'itinerario è l'innesto sulla S.S.1 Aurelia e i 200 metri che separano dal bivio Ansedonia. Questo brevissimo tratto va affrontato con massima pruden­za, mantenendo rigorosamente la destra, magari aspettando un momento libero da auto; oppure si cammina sui campi limitrofi.




   
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
   
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